Elogio della noia

Quella strana sensazione che arriva sempre quando non dovrebbe e non arriva mai quando potresti finalmente permettertela… quasi come un ospite indesiderato che bussa alla porta alle tre del pomeriggio di una domenica infinita, entra senza salutare e si siede sul divano guardandoti fisso in attesa…

“E adesso?”, chiede la noia.

“Non lo so”, rispondi tu.

“Benone”, dice lei, accavallando le gambe.

Viviamo in un’epoca che odia profondamente la noia. La combattiamo a colpi di notifiche, podcast a velocità 1.5x, reel di 7 secondi e checklist infinite. Abbiamo paura anche solo di stare cinque minuti senza stimoli, come se il silenzio e l’inattività potesse inghiottirci o costringerci a pensare.

Ma la noia non è cattiva. È solo onesta. Ti guarda e ti dice: “Ok, adesso sei solo con te. Vediamo che succede”: spesso succedono cose super interessanti. Le idee migliori nascono quando non c’è niente da fare, i pensieri più strani emergono nei momenti vuoti. Le grandi domande della vita arrivano sempre quando stai fissando il muro o aspettando l’acqua che bolle.

La noia è il terreno fertile della creatività, anche se non ha un buon ufficio stampa. È scomoda, lenta, un po’ imbarazzante. Ma senza di lei non avremmo storie, canzoni, disegni fatti sui quaderni, né quella improvvisa voglia di cambiare qualcosa.

Ma più di tutto, accettare la noia, offrirle un caffè e scambiarci quattro chiacchiere è il primo passo verso la pace, verso la gioia e la soddisfazione del non fare niente, verso lo smettere di sentirci giudicati per la nostra bradipaggine. Si….semplice, direte ironicamente voi. E avete ragione! La noia e la società attuale non sono proprio amiche…ma forse è proprio per questo che sentiamo spesso quel pizzico di frustrazione, quell’insoddisfazione non ben definita, quel fastidino di fondo…

E cosa c’entrano i cani?

Lo abbiamo detto sopra no? La noia ha una pessima pessima reputazione. E’ vista come qualcosa da evitare e da riempire in fretta, e ora che i cani sono entrati a 360° nelle nostre famiglie e nella nostra società ecco che:

se il cane si annoia, “diamogli qualcosa da fare”.

se si ferma, “stimoliamolo”.

se non succede nulla, “oddio ma starà male?”

Viviamo in questo mondo che non si ferma mai e non ci lascia pause, e così anche per i cani: passeggiate piene di imput, giochi sempre nuovi, attività di ogni tipo programmate, arricchimenti senza fine. Un surplus di attivazioni che ci fa perdere il bello e il vero senso delle cose.

Eppure la noia, quella vera è uno spazio prezioso, per noi e per i cani.

Cos’è davvero la noia?

La noia non è assenza è spazio! E’ il momento in cui non accade nulla di particolare ed è proprio per questo che il cane può osservare, elaborare, recuperare, adattarsi, scegliere cosa fare, sentire se stesso. E’ uno stato in cui il sistema nervoso può finalmente riposare e abbassare i giri.

Un cane costantemente stimolato ed attivato non è per forza un cane soddisfatto, anzi, spesso è un cane che non ha imparato a fermarsi e questa difficoltà, può poi tradursi in comportamenti sgradevoli come l’iperattività, rettività o reazioni eccessive, difficoltà di concentrazione, difficoltà di apprendimento, richiesta continua, distruzione di divani, telecomandi, ciabatte, occhiali, tappeti, muri ecc ecc..

La noia come competenza

Oh si, anche la noia si impara! E si impara fin da cuccioli! Un cane che sa “non fare” tollera meglio l’attesa, gestisce meglio la frustrazione, si regola più facilmente, riflette maggiormente e si rilassa!

Come si impara? Si impara assieme al proprio umano o alla propria famiglia umana, si impara quando qualcuno dall’altra parte del guinzaglio si fida e accetta che non tutto debba essere guidato, proposto o controllato.

Volete scoprire se il vostro cane è in grado di annoiarsi? Prendete un guinzaglio, uscite di casa, andate in un luogo non troppo affollato e sedetevi, su una panchina, su un muretto o direttamente su una coperta nel bel mezzo di un prato. Sedetevi, respirate, guardatevi attorno e per almeno quindici minuti lasciate che il vostro cane non faccia assolutamente nulla. Non accarezzatelo, non dategli comandi, non lanciategli palline o legnetti, non parlategli, non guardatelo tutto il tempo, STATE, state con lui e basta. In silenzio, in serenità. E ora raccontaci come si è comportato il tuo cane, si è rilassato o ha fatto molta fatica? E voi come siete stati?

Fare meno, per capire di più

Torniamo a noi e tiriamo le somme, educare non significa riempire ogni momento, a volte (spesso) significa togliere, rallentare, osservare. Contrariamente a quello che la società vuol farci credere, la noia non è un fallimento, è una condizione necessaria per crescere, per regolare, per scegliere, e forse in questo mondo moderno che corre sempre, è proprio ciò che più ci manca.

Annoiatevi! E soprattutto, annoiatevi insieme!

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Cognitivo relazionale

Un’approccio dove l’educazione si basa su fiducia, rispetto, conoscenza e soddisfazione dei bisogni individuali e di specie.